Percorso 1 Lezione 2

Il cd. legittimo impedimento (L. 51/2010)

L. 7 aprile 2010, n. 51, recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza.

Prevedeva che per il Presidente del Consiglio costituisse legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, se chiamato al concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti, nonché delle relative attività preparatorie e consequenziali e di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo (art. 1, comma 1).
Il medesimo principio, pur con qualche lieve difformità, era previsto anche per i Ministri (art. 1, comma 2). Nel momento in cui ricorrevano tali ipotesi, il giudice, su richiesta di parte, doveva rinviare il processo ad altra udienza (art. 1, comma 3); se, invece, la Presi- denza del Consiglio dei Ministri attestava che l’ impedimento era continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di governo, il giudice rinviava il processo a udienza succes- siva al periodo indicato, che non poteva essere superiore a sei mesi (art. 1, comma 4). Come avvenuto in precedenza per la L. 140/2003 (Lodo Maccanico-Schifani) e la L. 124/2008 (Lodo Alfano) anche in questo caso interveniva la Corte costituzionale la quale, con sent. 23/2011, dichiarava costituzionalmente illegittimi i commi 3 e 4 dell’art. 1 per violazione dei citati artt. 3 e 138 della Costituzione.

Il problema rilevato dalla Consulta era che la L. 51/2010 sanciva, di fatto, una «presunzione assoluta» del legit- timo impedimento richiamando in modo dettagliato tutta una serie di norme relative all’attività di governo comprese quelle preparatorie e consequenziali che legittimano di fatto il Presidente del Consiglio a non com- parire in udienza per qualsivoglia impegno istituzionale, sia esso realmente importante o meno.

B) Il Referendum abrogativo

Da ultimo, con il Referendum del 12-13 giugno 2011, il popolo si è espresso in senso fa- vorevole all’ abrogazione della L. 51/2010 e quindi alla cancellazione delle norme che la quasi totalità dei cittadini giudicava « ad personam» e che, in effetti, rappresentavano una maniera latente per allungare i tempi processuali e creare i presupposti legali per poter far dichiarare la prescrizione dei procedimenti a carico dell’imputato Premier.
A seguito della «correzione» della Corte costituzionale e del risultato referendario spetterà al giudice del processo, in veste di organo terzo e «super partes», di dover accertare in concreto gli eventi, le attività preparatorie e conseguenziali, nonché ogni attività coessen- ziale alle funzioni di Governo che causano l’impedimento e, cioè, valutarne l’effettività e la legittimità, anche in relazione alle potenziali prescrizioni che, in caso di prolungata as- senza dell’imputato, farebbero prescrivere il processo.