Percorso 1 Lezione 2

Il bicameralismo

Il Parlamento italiano è infatti composto da due Camere: il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Entrambe sono elette a suffragio universa- le e diretto, dotate degli stessi poteri e, quindi, poste su un piano di completa parità: ciò si evince dall’art. 70 Cost. («la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere») e dall’art. 94 Cost. («il Governo deve avere la fiducia delle due Camere»).

Per eliminare eventuali contraddizioni proprie del sistema bicamerale sono state istituite delle Commissioni bicamerali composte da un egual numero di deputati e senatori in tutte quelle materie (questioni regionali, procedimenti di accusa, vigilanza sulla Rai-tv, controllo sugli interventi economici straordina- ri, antimafia etc.) ove si ritiene politicamente più corretto l’univoco esercizio del potere parlamentare (MANZELLA).

Con la scelta a favore del bicameralismo perfetto, il Costituente ha definito una struttura parlamentare che diverge significativamente dal prevalente indirizzo del costituzionalismo attuale, nel cui ambito le Camere si distinguono, invece, per i differenti poteri loro attribuiti e per la differente composizione di ciascuna.

Differenziazione fra le due Camere

Nell’ordinamento italiano, le due Camere si differenziano per:

un diverso elettorato attivo: sono in grado di eleggere i loro rappresentan- ti alla Camera dei deputati coloro che hanno compiuto la maggiore età (attualmente 18 anni); al Senato, invece, gli elettori devono aver compiuto i 25 anni. Le Camere, dunque, si distinguono per una diversa estensione elettorale;

un diverso elettorato passivo: possono essere eletti deputati solo coloro che hanno compiuto i 25 anni, mentre possono essere eletti senatori solo coloro che hanno compiuto i 40 anni; le Camere, pertanto, si differenziano per una diversa estensione dei requisiti di eleggibilità;

il numero dei componenti: i deputati sono 630, i senatori sono, invece, la metà: 315 (a cui vanno aggiunti quelli non elettivi). Si noti che l’elevato numero di parlamentari costituisce una eccezione del nostro Paese rispetto agli altri ordinamenti rappresentando un fattore paralizzante che crea una

«elefantiasi istituzionale»: viceversa, Camere di piccole dimensioni, come il Bundesrat tedesco composto dal soli 69 membri, risulta più efficiente e politicamente più forte;

la presenza di membri non elettivi al Senato: in tale Assemblea esistono due categorie (assai ridotte numericamente) di membri non elettivi: i senatori a vita di nomina presidenziale e quelli a vita di diritto che sono coloro che hanno rivestito la carica di Presidente della Repubblica alla fine del loro mandato.

I senatori a vita di nomina presidenziale sono, invece, scelti tra «i cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario» (art. 59, comma 2, Cost.).

Risoluzione dei conflitti fra le Camere

La Costituzione italiana non contiene alcuna norma sulla procedura per ri- solvere eventuali conflitti fra le Camere. Quando in passato tali conflitti si sono verificati, si è fatto ricorso a diversi espedienti per dirimerli: ad esempio con la mediazione del Presidente della Repubblica, attraverso consultazioni con i rappresentanti dei gruppi politici di maggioranza o ricorrendo a consultazioni fra i Presidenti delle due Camere.

Incandidabilità, le norme in vigore da oggi

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che prevede fra l'altro non possano essere candidati a Camere, Europarlamento ed Enti locali i condannati a pene superiori a due anni per i reati di allarme sociale e contro la Pubblica amministrazione.

Incandidabilità, il testo in Gazzetta

Da oggi saranno in vigore le norme sull'incandidabilità: in Gazzetta Ufficiale infatti è stato pubblicato il relativo decreto legislativo. Il testo di 18 articoli mette nero su bianco i criteri: è incandidabile chi abbia riportato condanne definitive a più di due anni per delitti di allarme sociale (ad esempio mafia e terrorismo) e contro la Pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato), nonché chi sia stato condannato a più di due anni per delitti non colposi per i quali sia prevista una pena non inferiore, nel massimo, a 4 anni (si va dallo stalking al voto di scambio, dall'aggiotaggio ai reati fiscali).

GLI INCARICHI PER CUI VALGONO LE NORME.

I criteri di candidabilità vanno applicati per la carica di membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, per le cariche di presidente e di componente dei Consigli e delle Giunte delle unioni dei Comuni, di consigliere di amministrazione e di presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all'articolo 114 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di presidente e di componente degli organi esecutivi delle comunità montane.

www.tg1.rai.it, sabato, 05 gennaio 2013