Percorso 1 - Lezione 1

Individuo e identità

Possiamo definire l’identità tutto ciò che caratterizza un individuo come unico e inconfondibile: ognuno di noi ha un’identità per se stesso e per gli altri. La prima viene definita identità personale, la seconda identità sociale. L’identità personale è l’insieme delle nostre caratteristiche così come noi le vediamo, le registriamo e le descriviamo.

L’identità sociale è data dall’intreccio di tre dimensioni che sono ben visibili oggettivamente. La prima dimensione è quella fisica e riguarda come siamo fatti, il nostro volto e il nostro corpo che non possono essere confusi con quelli di un altro; la seconda riassume caratteristiche come età, nome e cognome, stato civile, professione, livello culturale e classe sociale di appartenenza; la terza, che è di carattere più psicologico, riguarda tratti specifici della personalità, stili di comportamento che restano piuttosto stabili nelle varie età.

Quanto più identità personale e sociale sono in rapporto armonico tanto più si definisce la nostra identità. Il modo in cui ci vedono gli altri e quello in cui ci vediamo noi si alimentano a vicenda, sono due facce della stessa medaglia: la nostra identità personale e la nostra identità sociale non possono vivere e crescere l’una senza l’altra.

Il processo di formazione dell’identità non nasce dal nulla, ma si sviluppa e matura su basi che si formano nell’infanzia, ed è fondamentale per il futuro, perché l’identificazione facilita la capacità di ascoltare i propri bisogni e scoprire le proprie attitudini, diventando il criterio mediante il quale si possono fare scelte responsabili.

L’importanza delle relazioni

Tutti noi stabiliamo delle reti di relazioni, reti sociali, con i nostri parenti, con i compagni di classe e i docenti, con gli amici più assidui. Diventare adulti vuol dire anche cambiare il nostro modo di relazionarci con gli altri: in casa ci piace di più stare da soli, cominciamo a desiderare degli spazi personali in cui non si intromettano gli altri membri della famiglia, ci sentiamo più disposti a trovare fuori delle quattro mura domestiche nuovi modelli cui ispirarci, modelli che troviamo nel gruppo di amici che frequentiamo o nei compagni di classe a scuola, o nei libri che leggiamo o in altre figure per noi significative. Il cerchio delle nostre relazioni si allarga e ci permette così di misurare le nostre capacità e possibilità attraverso il confronto con gli altri.

La conoscenza di noi stessi passa proprio attraverso la relazione con l’altro/gli altri, che costituiscono ancora un campo di incertezza, di non conosciuto, di ciò che non siamo ancora in grado di padroneggiare. Facciamo conoscenza, quindi, dei nostri limiti, mettendo alla prova le nostre capacità, quelle che già avevamo acquisito e quelle che pensavamo di poter acquisire.

Per fare esperienza dei nostri limiti dobbiamo anche correre dei rischi: le conseguenze delle nostre sperimentazioni possono essere positive e/o negative, i possibili successi e/o insuccessi possono notevolmente incidere sulla fiducia in noi stessi.

Accettare di muoverci in questo territorio ancora poco conosciuto, dove non vogliamo più la protezione dei nostri genitori significa allora imparare l’ABC delle relazioni e diventare abili nella grammatica dell’affettività. Una grammatica che ci insegna a strutturare legami armoniosi e consapevoli con noi stessi e gli altri!

Esercizio

  • Quali sono i rapporti che legano l’identità personale e quella sociale?
  • Sei d’accordo quando nel brano si afferma che la formazione dell’identità è importante per il proprio futuro? Perchè?
  • Riporta un esempio di come, nella tua vita, le relazioni con i familiari o con gli amici ti hanno aiutato a conoscere un aspetto di te che ignoravi.